Home / Cultura / Omicidi, soprusi, dark web e un gioco mortale, Marco Bacocchi sugli scaffali con un thriller

Omicidi, soprusi, dark web e un gioco mortale, Marco Bacocchi sugli scaffali con un thriller

Alice è una giovane in fuga dalla famiglia che non desidera, accusata di un delitto che non ha commesso. In carcere studia inglese e informatica e impara a muoversi nel dark web.

Marco Bacocchi, nato a Perugia il 27 maggio 1980, torna in libreria con “Il nido delle vespe” (Maratta edizioni), un thriller ambientato in Umbria che racconta di una figlia indesiderata, un omicidio efferato, di soprusi e violenze, il tema giusto per un sito che si occupa di giustizia e investigazioni. Di cosa parla il tuo nuovo romanzo?

«Nello scrivere questo nuovo romanzo mi sono leggermente discostato da quello che è il mio stile naturale: il gotico. Ma l’idea che mi si era formata in testa non mi dava pace e in poco tempo sono riuscito a delineare il personaggio di Alice (la protagonista) e di alcune scene fondamentali per il romanzo. A questo punto non ho avuto problemi a unire i pezzi del puzzle che avevo in testa e a creare il quadro che mi avrebbe condotto alla stesura completa. Il romanzo è scritto in prima persona e parte con la protagonista che racconta la sua storia di violenze casalinghe e di come si trova a dover scappare dal padre violento. Da quel momento in poi la sua vita è tutto uno scivolare tra scelte sbagliate che la portano ad assistere a un omicidio del quale poi verrà accusata. Dopo la sua incriminazione verrà condotta in carcere e la sua vita avrà una svolta drastica. Da bambina indifesa sarà costretta a crescere alla svelta: imparare a difendersi da violenze e soprusi. Ma non sarà tutto male, perché nascosti dietro mille soprusi ci sono pure delle opportunità pronte a premiare chi è in grado di coglierle».

Perché un thriller giudiziario e perché le vespe?

«Il perché mi sia trovato a scrivere un thriller giudiziario è un po’ un mistero pure per me… mi piace pensare che sia stata la storia a trovare l’autore piuttosto che il contrario . Come ho detto prima il personaggio di Alice mi tormentava e aveva una voglia pazzesca di prendere vita; la storia giusta per raccontarla era proprio un thriller giudiziario. Il nido delle vespe, invece, é la via d’uscita che trova Alice per tornare a essere una persona e non solo un numero. Non è, ovviamente, un nido di vespe inteso in senso fisico, ma solo la trasposizione eterea di una cosa potenzialmente pericolosa se manipolata senza cura».

Nel libro affronti anche la violenza in famiglia, quale taglio hai voluto dare?

«Il romanzo parte con la sfuriata di un padre nei confronti della figlia. Si parla di una famiglia povera, di un rango sociale basso, in cui il capo famiglia è spesso ubriaco e sfoga le sue ire e frustrazioni nei confronti della moglie e della figlia. Mi serviva una situazione di questo tipo per creare il personaggio di Alice: una ragazzina ingenua, spesso chiusa in se stessa e snobbata dai compagni di classe… insomma, una bomba umana pronta a esplodere in qualsiasi momento. Il taglio che volevo dare al romanzo era quello della metamoforfosi di una persona che da perseguitata cronica si trasformava in qualcosa di potenzialmente potente».

Poi c’è il dark web, una sorta di discesa nella malvagità umana?

«Non credo che il dark web sia un mondo malvagio, almeno non completamente. Dalle ricerche che ho fatto (e non sono state poche per questo romanzo) ho scoperto che il mondo dell’internet conosciuto è solo la punta di iceberg, il resto dell’iceberg e dark net, dove davvero si può trovare di tutto, un immenso bazar dall’accesso complicato se non si é informatici esperti, ma in certi casi luogo d’incontro di nerd e smanettoni che non cercano illegalità ma opportunità. Poi (oltre dell’iceberg che abbiamo esaminato) c’è tutto il resto dell’oceano, quello è il deep web, un luogo non indicizzato di cui si sa davvero poco».

Quale rapporto, secondo te, c’è tra la letteratura e la giustizia?

«Credo che questo dipenda da cosa si scrive. Mi spiego meglio: se faccio un fantasy o romanzo di fantascienza posso inventarmi un po’ quel che voglio, se, invece, scrivo di un qualcosa collocato in uno spazio geografico e temporale ben definito, ci si deve attenere alle regole che quel posto impone. Per essere credibili bisognerebbe informarsi approfonditamente. Nel mio caso specifico ho avuto la fortuna di ottenere l’aiuto di un magistrato: Paolo Micheli (al quale rinnovo i ringraziamenti) che mi ha corretto il primo capitolo per tutto ciò che riguarda la fase giuridica e investigativa. Mi presentò un resoconto dettagliato di tutto ciò che era giusto e di quello che riteneva indispensabile inserire. Ho provato a soddisfare ogni sia richiesta e credo che il risultato sia più che soddisfacente. A questo punto non mi resta che augurarVi buona lettura, nella speranza che tante ricerche unite alle giornate dedicate alla scrittura possano regalarVi una piacevole lettura».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

Check Also

L’altra metà della divisa, dalla parte delle famiglie dei militari

Il 4 febbraio del 2020, presso la Sala Tatarella della Camera dei deputati, si è …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi