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Ora possiamo solo preoccuparci

Oggi è il 23 aprile. Dopo una parentesi di 15 giorni, torna a riunirsi l’Eurogruppo. Si erano lasciati con un nulla di fatto e, conseguentemente e diligentemente, 26 leader sono tornati alle loro Istituzioni per valutare assieme, confrontarsi, discutere, votare, preparare una posizione. Questi i leader delle Nazioni normali, di Nazioni dove la democrazia è in vigore. Il ventisettesimo, quello del Paese allo sbando e con democrazia sospesa, è tornato senza neppure l’idea di cosa fosse accaduto, né tanto meno di cosa deve accadere oggi. E così, mentre gli altri lavorano e si confrontano, il 27mo, che per comodità chiameremo X, anziché confrontarsi col Paese, con le opposizioni, con le Camere, si mette in televisione a raccontare favole, migliaia di fantastiliardi a pioggia, pronta cassa. E, invece, e lo sa benissimo o se non lo sa peggio, neanche la cassa integrazione, niente disposizioni chiare – volutamente – a banche e Inps. Niente soldi, o pochi e in ritardo. Si è dedicato, mister X, a distribuire colpe, a fare la vittima con espressione da Humphrey Bogart sul viale del tramonto, a leggere cose senza senso in una inarrestabile caduta, anche di stile oltre che di sostanza. E più volte lo abbiamo subito, nel tornare allo schermo tv, supportato da messaggi in pessimo italiano scritti da un ectoplasma residuo del grande fratello, vuoti come tante altre cose su cui sorvolo.

Andare alle camere per mettere insieme una posizione, condivisa o meno, ma democraticamente a maggioranza? No. Nel caso fiducia! Creare task force di ogni tipo, tutt’altro che a costo zero, avvelenare la coesione interna di un Paese già allo stremo, attaccando governatori e opposizione, e intanto intascare le nomine delle partecipate, dove piazzare compagni di scuola e inquisiti, e dove gira danaro, tanto, e prospettive future, se le cose andassero male. Queste le priorità! Priorità inoltre come trovare responsabili altri per ogni cosa, farsi uno scudo penale robusto, sapendo di essere scoperti a 360°, nominare chi decida al posto del Governo, con queste task forces “farlocche”.

Ma oggi si torna all’Eurogruppo. E 26 rappresentanti di Nazioni serie arriveranno con una posizione, non per forza condivisa al loro interno, ma nazionale e unitaria. E solo uno, Mister X, con il cappello in mano, a chiedere esclusivamente soldi senza dare garanzie che possano diventare investimenti. Anzi, con la certezza che saranno dispersi: in incremento dei redditi di cittadinanza, redditi di emergenza, a manovali della mafia, a lavoratori in nero, amici degli amici, in regolarizzazione degli immigrati clandestini (che costa), e anche qui per gli amici degli amici, inevitabili emorragie nei soliti rivoli malavitosi, etc.. Risultato, anche oggi per noi sarà un giorno nero. E domani, anziché umilmente tornare alle camere e aprire un dibattito, tornerà in televisione a dire che è colpa di Salvini perché citofona. E questo purtroppo è vero: è tutta colpa di Salvini, che senza improvvisazioni e in piena legittimità, davanti a una situazione già allora insostenibile per inettitudine, lo avrebbe potuto rimandare a fare l’insegnante. E se anche qualcun altro fosse oggi nelle stesse condizioni di incapacità, sarebbe almeno rappresentativo di una maggioranza del Paese, non di un 15% in calo che, interpretato da un gruppetto di inadeguati, tiene in ostaggio tutti gli altri, trascinandoci vero il baratro. Continuo a sentirmi Italiano, e orgogliosamente per i molti valori che ciò esprime, ma non autorizzo questa banda di ciarlatani in mala fede a rappresentarmi.

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