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Per una legge in concreto più giusta, la proposta Anna Maria Marino

L’esperienza quotidiana in vari settori di lavoro, giuridici ma anche medici e di altro genere, ha convinto molte donne che la sensibilità verso i nefasti effetti della violenza di genere non si è ancora acquisita del tutto, per cui l’Associazione Anna Maria Marino contro la violenza di genere ha messo a punto una breve ma incisiva proposta di legge che ora sottoporremo all’attenzione dei lettori nella speranza che i gruppi parlamentari la prendano in considerazione.

Relazione sulla proposta di legge

La violenza sulle fasce deboli, siano esse donne o bambini, assume una particolare valenza offensiva per due ordini di motivi: la debolezza del soggetto che la subisce, privo quasi sempre dei mezzi per difendersi o per motivi anagrafici o sociali o economici, e le conseguenze che provoca nelle vittime.

Chi subisce violenza difficilmente la dimentica, se questa violenza è continua cambia la qualità della vita di una persona, crea un danno indelebile, se questa violenza è di natura sessuale priva la vittima di una parte della sua vita, se questa violenza è subita nell’infanzia provoca un danno spesso irreversibile alla vita futura.

Nella nostra società ancora non ce ne rendiamo conto e vengono concesse attenuanti a fatti che in sé sono di una tale gravità per le conseguenze sulle vittime e per la dimostrazione di inciviltà degli autori che non possono essere tollerate oltre. Fatti di questa incidenza dannosa sulle vite delle vittime non possono beneficiare di alcun tipo di attenuante.

Da ciò la seguente proposta di legge

Articolo 1

All’art. 62 bis c.p. è aggiunto il comma quarto dal seguente tenore: è fatto divieto di applicarsi le circostanze attenuanti generiche di cui al presente articolo nei casi di cui agli artt. 570, 570 bis, 572, 600, 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quater 1, 600 quinquies, 601, 601 bis, 602, 609 bis, 609 quater, 609 quinquies, 609 octies, 609 undecies, 613 bis, 613 ter codice penale.

Articolo due

all’art. 61 c.p. dopo il numero 11 quinquies è aggiunto il seguente comma: nei casi in cui è presente l’aggravante di cui ai numeri 11 ter e quinquies è fatto divieto di operare il bilanciamento fra dette aggravanti e qualsiasi circostanza attenuante.

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