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Personalità, emozioni e carattere, la grafologia svela chi siamo e come pensiamo. Gli usi nella giustizia

Il segno grafico è personale e unico e può dire molto della propria personalità. Il segno grafico è la rappresentazione fisica, su carta, di come funziona il nostro cervello, in connessione con le emozioni, il carattere, la memoria. La grafologia è la disciplina che studia tutto questo ed è strettamente collegata alla neuroscienze. Molteplici i collegamenti con la giustizia e i processi, sia penali sia civili, e le tecniche investigative. Per capire meglio abbiamo intervistato Alessia Cigliano, laureata in scienze naturali all’Università di Perugia e con un master in Consulenza grafologica peritale giudiziaria e dell’età evolutiva presso la Lumsa di Roma, è perito e consulente grafologo, grafologo giudiziario e dell’età evolutiva, nonché consulente tecnico del tribunale in indagini grafologiche e comparazioni di firme e scritture.

Cos’è la grafologia?

«La grafologia è la disciplina che studia la scrittura, traendo da essa le indicazioni necessarie per tracciare il profilo di personalità del soggetto scrivente. Il gesto grafico costituisce un aspetto fondamentale dell’attività espressiva dell’uomo, determinando, in tal modo, l’irripetibile individualità del cervello e della personalità che esso regola e coordina. La scrittura, come ogni comportamento umano, dunque, è il risultato della stretta correlazione tra sistemi emozionali e neocorticali. La grafologia si fonda, oggi, sulle neuroscienze, ovvero sullo studio del funzionamento della mente e del cervello, individuando i meccanismi che permettono le funzioni mentali: le emozioni, i ragionamenti, le decisioni, la memoria, la percezione ed il movimento. La neurofisiologia del gesto grafico fornisce delle indicazioni importanti sulla personalità dell’individuo, ma risulta fondamentale comprendere come gli stati emozionali si trasferiscano all’interno della scrittura. La scrittura è una delle “espressioni” più elaborate della mente ed una volta raggiunto il completo automatismo, ritroviamo in essa tutte le peculiarità caratteriali dello scrivente. Si ritiene fondamentale che il gesto scrittorio sia spontaneo ed automatico, ovvero privo del controllo cosciente e personalizzato da parte del soggetto scrivente; poiché solo in tali condizioni, le singole lettere, la formazione delle parole e delle frasi esprimono, al meglio, il lavoro mentale individuale».

Cosa si può scoprire dalla grafia?

«La grafia rivela le tendenze innate e l’ evoluzione psichica dell’individuo, in ordine alle sollecitazioni ambientali; individuando, altresì, le modificazioni e le variazioni che gli stati d’ animo momentanei producono nel gesto grafico. Gli stati emozionali di tensione, di nervosismo, di ansia e di paura infatti, modificano l’ omeostasi (equilibrio dei parametri chimici, fisici e chimico-fisici dell’ambiente interno di ogni individuo) trasferendosi, necessariamente, nella grafia del soggetto scrivente. Nell’emozione, o meglio, nell’emozionalità sono compresi quei fenomeni biologici che avvengono a livello somatico ed i correlati sintomi di natura soggettiva psicologica; l’emozionalità è il cambiamento dello stato corporeo, o se si vuole, la modificazione delle condizioni omeostatiche di base (Sergio Deragna “Testo teorico ragionato di Grafologia Morettiana, Riflessioni di Neurobiologia comportamentale). La scrittura, dunque, come tutte le altre manifestazioni umane, riflette le condizioni psichiche del momento; senza prescindere, tuttavia, dalla struttura psichica individuale dello scrivente. Tale individualità mentale si esprime pienamente nella grafia, tanto da poter affermare che non esistono due scritture identiche; così come non esistono due individui psicologicamente identici».

Quali utilizzi nel settore delle investigazioni e dei processi?

«In campo investigativo e processuale viene impiegato uno specifico settore della grafologia, ovvero quello peritale giudiziario. La consulenza e la perizia grafologica vengono richieste in sede civile e penale, nei casi che richiedono la verificazione della grafia di sottoscrizioni apposte su documentazione di diversa natura (assegni, documenti, cambiali), la validità di testamenti, la ricerca dell’ autore di lettere anonime, la sovrapposizione di tratti tra manoscrittura e dattiloscrittura (documento compilato o sottoscritto prima o dopo la stampa della dattiloscrittua) e tra due manoscritture; la casistica, inoltre, non esclude l’analisi di manoscritture vergate su muri ed altri “particolari” supporti scrittori. Il consulente/perito grafologo riconosce ed individua, inoltre, le diverse e numerose tipologie di falsificazione: falsi per alterazione (abrasione, cancellatura, lavaggio, scolorinatura, surcharge o sovrascrittura, interpolazione di righe) falsi per trasferimento o trasformazione ( calco, decalco, fasi con ritagli e trucco fotografico) falsi per deformazione ( imitazione servile o pedissequa o lenta, imitazione libera o a memoria o rapida, dissimulazione, sinistro grafia). Per identificare le suddette falsificazioni, il consulente/perito grafologo si avvale di una sofisticata strumentazione: lenti di ingrandimento illuminate a led (luce fredda), microscopi ottici a forte ingrandimento, microscopi digitale con specifiche fonti di illuminazione come l’ infrarosso e l’ultravioletto (a differenti lunghezze d’onda), macchine fotografiche con obiettivi specifici per la macrofotografia, luce radente, luce trasmessa, lampada di Wood (luce ultravioletta). La grafologia peritale, si occupa, altresì della scrittura “a mano guidata”, prevalentemente in riferimento alla validità di una scheda testamentaria. In campo investigativo e processuale inoltre, ove si ritiene necessario, si fa riferimento alla grafologia clinica, ovvero una specializzazione grafologica che permette di individuare le modificazioni della grafia di interesse peritale; evidenziando le condizioni psicofisiche del soggetto scrivente al momento della redazione della manoscrittura in verifica».

C’è differenza tra grafologo e perito calligrafico?

«Il consulente/perito grafologo ed il perito calligrafico mostrano una differente metodologia di analisi della grafia. Il metodo calligrafico effettua la comparazione delle grafie facendo riferimento, prevalentemente, agli aspetti formali e morfologici. Diversamente, il metodo grafologico (con particolare riferimento al metodo grafologico morettiano) esamina attentamente le categorie fondamentali che caratterizzano una manoscrittura, ovvero il processo grafico (in opposizione al prodotto grafico), il movimento grafico (in opposizione all’ atto grafico), la fisionomia dinamica (in opposizione alla fisionomia statica), la personalità grafica (in opposizione alla materialità grafica). Il consulente/perito grafologo, dunque, effettua una distinzione essenziale tra costruzione grafica ed esecuzione grafica. L’aspetto della costruzione grafica considera la grafia in modo statico; mentre l’ aspetto dell’esecuzione, quello principalmente considerato dal grafologo, esamina la grafia nella sua manifestazione dinamica, ovvero nello svolgimento del gesto scrittorio. Le caratteristiche dell’esecuzione grafica, sono del tutto personali e vengono definite da alcune categorie grafologiche fondamentali; è nel movimento che la mano scrivente svela la sua autentica natura. Nel contesto peritale, le suddette categorie, contraddistinguono una grafia dall’altra, rivelando le peculiarità insopprimibili ed incontrollabili gesto grafico del soggetto in esame».

Ci può fare qualche esempio di personalità di personaggi coinvolti in casi giudiziari ricostruiti attraverso l’analisi della scrittura?

«I casi sono numerosi. È necessario premettere, tuttavia, che l’analisi grafologica di personalità non può (e non deve) essere utilizzata per “misurare” la capacità di delinquere del soggetto investigato. Il ritratto grafologico di personalità, invece, viene spesso utilizzato in ausilio alla diagnosi effettuata, a seconda dei casi, dallo psichiatra, dal criminologo o dallo psicologo. Ma l’analisi grafologica di personalità può essere utilizzata dagli investigatori anche nel caso di lettere anonime, al fine di avere un primo identikit dell’autore delle missive e restringere il campo di indagine».

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore

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