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Persone scomparse, in Italia un esercito di 60mila fantasmi

L’avvocato Nicodemo Gentile, presidente di Penelope onlus: “Un fiume di dolore e di angoscia per i familiari”

Escono di casa e non tornano più, lasciando i familiari nell’angoscia e nella disperazione. Altri spariscono e non hanno nessuno che li cerchi. Sono oltre sessantamila le persone scomparse in Italia dal 1974 ad oggi.

“Il fiume in piena costituito dalle persone scomparse si arricchisce di nuovi numeri – afferma l’avvocato Nicodemo Gentile, presidente nazionale di Penelope onlus e che al tema ha dedicato un libro ‘Nella terra del niente’ – Un fiume in piena che travolge le famiglie che entrano in una vita sospesa, in attesa di notizie che, in molti casi, non arriveranno mai. C’è grande attesa, da parte delle famiglie, per la banca dati nazionale del dna, ma che ancora è ferma alla sua istituzione. La scomparsa è un fenomeno molto complesso – prosegue l’avvocato Gentile – che necessita dell’opera di professionisti multidisciplinari e della celerità nell’avvio delle ricerche. Ricordo che la denuncia si può fare anche per telefono, salvo poi confermarla per iscritto nell’arco di 72 ore, e può essere presentata non solo dai parenti, ma di chiunque tema un allontanamento anomalo”.

Sono 61.036 le persone, tra cittadini italiani (9.959) e stranieri (51.077), che nel periodo compreso dal primo gennaio 1974 al 31 dicembre 2019 risultano ricercate sul territorio nazionale perché scomparse e non ancora rintracciate.

Nello stesso arco temporale, invece, le denunce complessive di scomparsa sono state 245.012 (di cui 126.474 riferite a cittadini italiani e 129.181 riguardanti minorenni). Dei 61.036 soggetti ancora da ritrovare, 44.399 (il 73%) sono minorenni (di cui 2.551 italiani), 15.012 (il 25%) maggiorenni e 1.625 ultra65enni.

Le Regioni dove nel corso degli anni il fenomeno ha assunto maggiore consistenza sono: la Sicilia (17.648), il Lazio (8.129), la Lombardia (6.293), la Campania (4.867) e la Calabria (4.864) anche se va detto che la statistica relativa alla Sicilia è certamente riconducibile al fenomeno migratorio.

Parlando del solo 2019, invece, le denunce di scomparsa sono state 15.044, pari a 1.250 ogni mese. Ben 9.846 i ritrovamenti (65,44%), compresi quelli di 227 soggetti privi di vita. Ancora all’appello, dunque, mancano 5.198 persone.

Poi ci sono gli scomparsi al contrario, cioè i corpi di persone morte, ma di cui non si conosce l’identità.

Dal 1974 ad oggi, poi, sono stati censiti 918 casi di cadaveri non identificati, 244 sono del Lazio che è la Regione italiana a detenere questo primato. Di questi 244, 6 casi riguardano corpi recuperati in mare e 48 in fiumi o laghi. A seguire ci sono poi la Lombardia con 129 corpi non ancora identificati e la Campania con 80.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore. Direttore del sito www.giustiziaeinvestigazione.it

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