Home / News / Attualita / Prato: tratta dei baby calciatori, “Mamie” si difende

Prato: tratta dei baby calciatori, “Mamie” si difende

La Polizia di Prato, diretta da Francesco Nannucci, sotto la guida del procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dei sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, ha eseguito nei giorni scorsi quattro ordini di custodia cautelare, nei confronti dei presidenti di Prato e Sestese, di un procuratore e di una donna ivoriana, e perquisito le sedi di due club di Serie A ed uno di B, perché accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di tratta di calciatori minorenni provenienti dall’Africa.

Secondo l’ipotesi investigativa sarebbero state prodotte delle false documentazioni per ottenere permessi di soggiorno al fine di acquisire visti d’ingresso per entrare in Italia, usufruendo dei ricongiungimenti familiari.

In particolare la signora nativa della Costa d’Avorio, Eulalie Stephanie Nety, ma residente in Italia dal 2002, avrebbe dichiarato il falso circa il minorenne Esmond Davilla, suo nipote, figlio della sorella morta insieme al marito a causa della guerra civile che insanguina quel paese, e rimasto orfano. A questo proposito ci dice l’avvocato Alessandro Sanesi, difensore della signora Nety, attualmente rinchiusa nel carcere di Sollicciano, che «gli uffici burocratici della Costa d’Avorio, non è che funzionino come in Italia, innanzittutto perché i documenti sono difficilissimi da reperire, perché distrutti nella guerra o perché mai trascritti, senza considerare che in quel paese il sistema di corruttela imperversa in ogni ufficio rendendo difficile anche il rilascio di un certificato».

In questa inchiesta sui baby calciatori, Nety è stata soprannominata “Mamie”, già conosciuta negli ambienti della carta stampata, perché quattro anni fa,aveva denunciato la morte di parto della figlia ventunenne, dopo che aveva dato alla luce una bambina con gravi malformazioni. Una gravidanza normale, finita in tragedia, e a nulla valsero i tentativi dei medici di Ravenna,(la giovane donna viveva in quella provincia con il compagno), che la operarono d’urgenza con un cesareo, per una forte emorragia sopravvenuta, prima di arrivare in sala parto. In quell’occasione la signora Nety, sporse denuncia,si affidó a un legale, e cominció lo sciopero della fame.

Desta, oggi negli inquirenti, qualche perplessità che la nipote dodicenne, porti lo stesso nome della figlia morta in ospedale, e che secondo l’accusa della procura in un filone parallelo a quello della tratta dei giovanissimi calciatori, vedrebbe Nety, coinvolta per averla spinta alla frequentazione di un anziano ottantacinquenne che conosce la comunità ivoriana di Prato.

Accuse dalle quali, Nery, si sarebbe strenuamente difesa sostenendo la sua innocenza. «La mia cliente – dice il suo avvocato Leonardo Sanesi – non è un mostro, o una persona che fa tratta di esseri umani, oppure che favorisce lo sfruttamento dei minori, così come è stata descritta da alcuni giornali, ma con un metodo sicuramente sbagliato, ha cercato solo di portare in Italia, dal suo paese in guerra, i suoi tre nipoti».

About Patrizia Scotto di Santolo

Check Also

Iran: il sogno neo-imperiale persiano e l’esplosione dei conflitti interni

L’attacco terroristico che sabato ha insanguinato una parata militare, provocando la morte di ventinove persone …

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi