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Prescrizione del reato: vuoto legislativo o mancata applicazione di un fondamentale principio costituzionale?

Caro legislatore,

fai sì che il codice dell’89 torni ad essere il “codice dei galantuomini” – così come voluto e definito dall’allora ministro e giurista professor Giuliano Vassalli – che tutela le persone perbene, gli onesti, i galantuomini appunto che incappano nella mesta scure della legge…

A causa dei gravi ritardi nella pronuncia delle sentenze da parte dei nostri Tribunali di ogni ordine e grado, vuoi per carenze organizzative, vuoi per scarsezza di organici, vuoi per burocratizzazione, vuoi per procedure processuali sempre più cavillose, vuoi per mediocre attenzione e dinamicità degli organi competenti, il fenomeno della prescrizione è di fatto sempre più frequente – se non la principale – come causa di chiusura dei procedimenti penali.

La prescrizione, in base all’articolo 129 codice di procedura penale, viene semplicemente dichiarata (declaratoria) dal giudice nel corso del dibattimento e pertanto l’ imputato, o meglio il suo status giuridico, rimane col “cerino in mano”, in quanto non viene formalmente dichiarato né colpevole, né innocente. Tale mancanza di presa di coscienza da parte dell’interessato, oltre a venir meno a un espresso principio costituzionale, comporta una serie di problemi pratici ed essenziali nella vita pubblica e privata.

A seguito, le principali norme degne di analisi, delle quali – per brevità – ometteremo parte dei contenuti non direttamente attinenti:

Articolo 27 della Costituzione:

La responsabilità penale è personale.

L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

omissis…

Articolo 157 codice penale – Della estinzione del reato:

La prescrizione estingue il reato (2)

omissis…

La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato.

omissis…

La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.

Articolo 129 codice di procedura penale – Obbligo della immediata declaratoria di cause di non punibilità

1. In ogni stato e grado del processo, il giudice, il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero che il reato è estinto o che manca una condizione di procedibilità, lo dichiara di ufficio con sentenza.

omissis….

Articolo 530 codice di procedura penale – Sentenza di proscioglimento:

1. Se il fatto non sussiste [541 2, 542], se l’imputato non lo ha commesso [541 2, 542], se il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero se il reato è stato commesso da persona non imputabile [c.p. 85] o non punibile per un’altra ragione, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione indicandone la causa nel dispositivo.

omissis…

La discrasia tra questi ultimi due articoli, differenza tra declaratoria di estinzione e sentenza di proscioglimento, comporta che la persona non condannata, nonostante la precisa indicazione del citato comma 2 dell’articolo 27 Costituzione, non viene espressamente dichiarata innocente, ma anzi gli viene lasciato un alone di presunzione di colpevolezza, con le naturali conseguenze di natura civilistica, morale, sociale e lavorativa del caso.

In verità, se andiamo a leggere correttamente la norma – se non vivessimo in uno stato di diritto che, attraverso falso perbenismo, si dichiara garantista, ma nelle vie di fatto, di converso, è profondamente giustizialista – proprio l’articolo 530 codice di procedura penale indica che “se il reato è stato commesso da persona non imputabile o non punibile per altra ragione (e l’estinzione del reato è una ragione di non punibilità) il giudice pronuncia sentenza di assoluzione.”

A questo punto, proprio perché i giudici, forti della paventata discrasia normativa, non hanno l’ intraprendenza di pronunciare una sentenza di assoluzione a seguito della sopraggiunta prescrizione del reato, ma si limitano esclusivamente alla mera declaratoria di proscioglimento, è assolutamente necessario l’intervento del legislatore, affinché si armi di coraggio e modifichi l’articolo 530 codice di procedura penale tal da indicare espressamente la prescrizione tra i casi di piena assoluzione, realizzando cosi la schietta applicazione del principio costituzionale della vera e riconosciuta innocenza dell’imputato, salvo sentenza definitiva di condanna.

Caro legislatore,

fai sì che il codice dell’89 torni ad essere il “codice dei galantuomini”, e fai sì che venga sempre rispettata l’antica massima dei nostri padri “in ambiguis rebus humanorem sententiam sequi oportet”.

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