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Prestiti garantiti: “Lo Stato potrà rivalersi con le stesse modalità dei tributi e delle tasse non pagati”

L’avvocato Daniele Fantini: “Troppi ritardi e pochi benefici, il cliente è solo con le banche”

Lo Stato si mette in mezzo tra le piccole e medie imprese, professionisti e industrie e le banche per garantire pratiche di finanziamento più snelle e rapide. La cronaca quotidiana, però, ci dice che questa garanzia non è uno scudo per il cliente che non sfugge a istruttorie e verifiche da parte degli istituti di credito e se le cose dovessero andare male, diventerà creditore dello Stato.

L’avvocato Daniele Fantini, del foro di Perugia, si occupa del rapporto tra clienti e istituti di credito e contenzioso bancario.

Alla luce dei vari provvedimenti del Governo, cosa cambia per imprenditori, professionisti e cittadino nel rapporto con le banche?

“I decreti che sono stati emanati dal Governo, in piena emergenza Covid-19, hanno previsto – soprattutto il decreto Liquidità n. 23/20 – per piccole e medie imprese e per i professionisti, la possibilità di accedere a finanziamenti per soglia di valore con garanzia totale (al 100%) o parziale (90%/80%) dello Stato italiano attraverso Sace spa ed il Mediocredito Centrale”.

Come si stanno comportando gli istituti di credito in ordine ai nuovi finanziamenti?

“Mi verrebbe da rispondere ‘non bene’. Con riguardo ai nuovi finanziamenti, purtroppo, ci sono notevoli problemi sia di tempistica sia di beneficio. Tempistica perché la burocrazia del nostro sistema non consente di avere il finanziamento in tempi brevi. Beneficio perché, a fronte delle promesse di procedure apparentemente agevoli, in realtà la documentazione richiesta alle imprese dalle banche per fare l’istruttoria è spesso corposa e soprattutto l’erogazione è soggetta alla verifica attenta del cosiddetto merito creditizio anche per gli importi della soglia più bassa (25.000 euro). Per chi non lo sapesse il merito creditizio altro non è che l’affidabilità economico/finanziaria di un’impresa rispetto al ceto bancario e si individua attraverso l’esame delle segnalazioni nelle Banche dati pubbliche (Centrale rischi di Banca d’Italia) e private (Crif su tutte). Spesso, purtroppo anche ingiustamente, si è segnalati in queste banche dati e l’accesso al credito viene negato perché si reputa il soggetto segnalato ‘cattivo pagatore’. Tanto che il nostro studio ha depositato nei vari Tribunali di Italia numerosi ricorsi contro le banche per ottenere da un giudice la cancellazione di queste segnalazioni illecite. Questa problematica è sentita non soltanto adesso in emergenza Covid-19, ma purtroppo era diffusa già prima. Devo dire che siamo molto soddisfatti perché di recente il Tribunale di Siena in appena due giorni ha accolto il nostro ricorso immediato ed ha ordinato in appena due giorni alla banca di sospendere e cancellare la segnalazione a sofferenza così consentendo al nostro cliente di poter accedere al finanziamento, in precedenza bocciato”.

Cosa potrebbe accadere nei nuovi rapporti, il cliente sarà in una posizione più debole?

“La chiusura per quasi tre mesi di molte attività, specie quelle del commercio al dettaglio e quelle della ristorazione e annessi, ha causato enormi difficoltà tanto che diverse realtà purtroppo non riapriranno non avendone la forza economica e direi anche psicologica. Nei nuovi rapporti temo che il cliente sarà ancora in una posizione più debole se non verranno adottate misure di sostegno più significative per le imprese e soprattutto agevolazioni bancarie degne di tal nome”.

Le garanzie dello Stato per ottenere liquidità, è così semplice come dice la politica?

“Facciamo un passo indietro. Prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei vari decreti Covid-19 ed in particolare dell’uscita del decreto Liquidità, al momento della presentazione di queste normative, ci è stato riferito che alle imprese sarebbe stata erogata liquidità per 450 miliardi di euro. Purtroppo alla lettura dei testi normativi abbiamo, invece, scoperto amaramente che lo Stato metteva a disposizione 450 miliardi di garanzie e non di liquidità, che invece sarebbe stata erogata attraverso il ‘sistema classico’ del finanziamento bancario. Ora sulla ‘semplicità’ o ‘facilità’ di accesso al credito attraverso la garanzia statale ho già risposto sopra. Mi sia permesso, però, fare una precisazione importante. Quand’anche lo Stato concedesse la garanzia e, dunque, l’impresa beneficiasse del finanziamento, dobbiamo evidenziare che in caso di mancata restituzione della somma finanziata ed escussione della garanzia pubblica, lo Stato poi avrà diritto di rivalsa nei confronti del soggetto finanziato e potrà richiedere tutto quello che ha garantito. E sapete come? Attraverso lo strumento della iscrizione a ruolo della somma, ovvero con le stesse modalità che adotta quando i contribuenti non pagano i tributi e le tasse”.

Quali rischio nel futuro per il cliente?

“Domanda difficile. Sicuramente il futuro al momento non è roseo. Anche nel recente ed ultimo decreto Rilancio, pubblicato qualche giorno fa, non intravedo misure di sostegno decisive per la ripresa della nostra economia. D’altronde il dato concreto è che al momento almeno una attività su tre non pare in condizioni di poter riaprire e ripartire”.

About Umberto Maiorca

Giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore. Direttore del sito www.giustiziaeinvestigazione.it

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