Chi ha detto che se muore il marito solo la moglie soffre per la perdita? Bisogna considerare anche… l’amante. È la sentenza del Tribunale di Vicenza del 20 febbraio 2018 che ha disposto che, ad avere diritto al risarcimento per la morte di un uomo trentanovenne coinvolto in un incidente stradale, non deve essere solo la moglie, ma anche la donna legata al deceduto da una relazione extraconiugale.

Nella vicenda pare che le due donne si siano mosse in maniera parallela, senza che la moglie fosse a conoscenza che anche “il terzo incomodo” avesse adito le vie legali chiedendo un risarcimento. L’avvocato della vedova ha chiesto subito che la richiesta venisse respinta, perché anche se i due avevano una storia, il 39enne non era separato legalmente. Inoltre la vedova “legittima” avrebbe asserito di non essere neanche al corrente che il marito se la intendesse con un’altra donna, ma di averlo saputo ben oltre “il punto di morte” dell’uomo.

L’amante, invece, ha chiesto una somma di denaro che quantificasse il suo “dolore”, non meno forte di quello della moglie, essendo la sua una relazione consolidata nel tempo. Diversa la posizione del legale dell’amante, che ha sostenuto che i due progettassero una vita insieme e anche il matrimonio. Il legale dell’amante, nella sua tesi, ha puntato sulla solidità della coppia, presentando in fase giudiziale tutti i tabulati telefonici, chat, memorie del pc e altro per dimostrare che i due avevano una relazione “solida e continuativa da sette mesi”. Dalle conversazioni si evinceva una volontà dell’ormai defunto a lasciare la moglie e iniziare una nuova vita. Un programma che non sarebbe andato a buon fine per via della morte prematura dell’uomo, investito mentre attraversava le strisce pedonali l’11 novembre del 2016, proprio mentre era in compagnia dell’amante.

Nell’incredulità della moglie vedova, i giudici del Tribunale di Vicenza hanno deciso di riconoscere ad entrambe il diritto a ricevere il rimborso delle spese legali sostenute, condannando l’investitrice dell’uomo nei confronti di entrambe, risarcimento comunque diverso per le due donne: 800.000 euro alla moglie e 200.000 all’amante. Oltre all’aspetto economico la sentenza lascia ampio margine di dibattito andando a calarsi nell’ambito delle relazioni affettive attualmente istituzionalizzate. Se il provvedimento fosse confermato negli altri gradi di giudizio, l’adulterio si andrebbe a configurare un istituto giuridico simile alla convivenza che andrebbe approfondito normativamente. E soprattutto accettato.

Pubblicato da Anna Garofalo

Leave a reply