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Riapertura delle scuole: facciamo il punto sul protocollo di sicurezza

I sindacati e il ministero dell’Istruzione hanno, finalmente, trovato un accordo sul protocollo di sicurezza, contenente le linee guida per un rientro a scuola (previsto per metà settembre) in sicurezza. Il protocollo è stato firmato, nella mattina del 6 agosto del 2020, dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, assieme alle organizzazioni sindacali della scuola (esclusa Gilda) e alle organizzazioni dei dirigenti scolastici.

Cosa prevede il protocollo?
Anzitutto, per quanto riguarda le modalità di ingresso e di uscita dall’edificio scolastico, le scuole sono tenute a comunicare le regole da rispettare per evitare assembramenti. L’accesso dovrà essere ridotto al minimo e bisognerà rispettare una segnaletica di cui ogni scuola dovrà dotarsi, sempre al fine di evitare assembramenti. Chiaramente, sarà obbligatorio indossare la mascherina, ma resta ancora il dubbio sugli studenti. Su questo punto, il Comitato tecnico-scientifico si esprimerà a fine mese, ma per quanto riguarda i minori di sei anni, è già prevista l’esenzione. Ciascuna scuola, inoltre, dovrà disporre di tutti i dispositivi necessari a garantire l’igiene e la pulizia.

La gestione di situazioni critiche all’interno dell’istituto
Il protocollo prevede anche l’obbligo di rimanere a casa in presenza di una temperatura corporea – che dovrà essere misurata prima di recarsi a scuola – superiore ai 37,5° o di altri sintomi riconducibili al Covid-19. Ma qualora, all’interno dell’istituto, una persona manifestasse i sintomi riconducibili all’infezione, si dovrà procedere immediatamente al suo isolamento e seguire tutti i protocolli attuati anche sinora. Invece, coloro che sono già risultati positivi al Covid-19, possono accedere all’istituto solo previa comunicazione e certificazione medica che attesti l’avvenuta negativizzazione.

Altre misure
Tra le altre misure elencate nel documento, si prevedono anche l’attivazione di un sistema di contact tracing, la promozione di attività di sostegno psicologico per far fronte a situazioni di difficoltà e, infine, sarà attivato il c.d. “help desk” per fornire assistenza e raccogliere domande e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza.

Le criticità del protocollo di sicurezza
Alla luce di quanto detto, ci si chiede se l’attuazione delle misure elencate nel protocollo di sicurezza possa davvero contrastare una diffusione dell’epidemia da Coronavirus ed impedire un’impennata dei contagi. E le misure elencate sono davvero concretizzabili? Una prima criticità è data dal controllo della presenza di sintomi riconducibili al Coronavirus, poiché dovranno essere le famiglie ad occuparsene e non è previsto un controllo della temperatura corporea all’ingresso della scuola. Ebbene, risulta evidente che, in tal modo, non si possa assicurare l’assenza di contagi all’interno dell’istituto scolastico. Inoltre, non mettendo in dubbio che le scuole si dotino di tutti i dispositivi necessari, risulta sempre complicato far funzionare la macchina scolastica e si possono sempre presentare situazioni non prevedibili al momento dell’adozione e dell’attuazione delle misure di sicurezza. È anche vero che, in situazioni come questa, non è facile stabilire – a priori – quale sia la soluzione da intraprendere, ma di certo la scelta deve sempre perseguire il miglior interesse degli studenti e di tutti coloro che lavorano all’interno della scuola. Sicuramente, si è voluto adottare tali misure al fine di evitare la prosecuzione della didattica a distanza che presentava, anch’essa, una serie di criticità e permettere agli studenti di ritornare in classe e ritoccare con mano la realtà scolastica.

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