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Scandalo al Consiglio superiore della magistratura, giudici autonomi e indipendenti?

Ai sensi dell’articolo 104 comma 1 della nostra Costituzione “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. È davvero così? Il terremoto che ha scosso il CSM in queste ultime settimane fa dubitare ancora una volta che le norme presenti nella carta costituzionale siano rispettate.

CSM: le funzioni e i componenti di questo organo

Il Consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno della magistratura, che garantisce i valori fondamentali dell’indipendenza e dell’autonomia dei giudici da tutti gli altri poteri. Al Consiglio spettano le assunzioni, le assegnazioni, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati (art. 105 Cost). Ai sensi dell’articolo 104 della Costituzione, il CSM, presieduto dal Presidente della Repubblica, elegge tra i suoi componenti un vicepresidente il quale sostituisce il Presidente della Repubblica in caso di assenza o impedimento ed esercita le funzioni su delega del Presidente. Sono membri di diritto del Consiglio il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università di materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Il terremoto delle ultime settimane

Lo scandalo è partito da un’inchiesta su Luca Palamara per corruzione, ex presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistratura) ed ex membro dello stesso CSM. Inchiesta riguardante le modalità con cui sono state decise alcune nomine e sanzioni disciplinari. Ciò che si contesta a Palamara è l’aver influenzato alcune sentenze, ricevendo in cambio denaro e regali da suoi amici lobbisti. Palamara è anche accusato, venuto a sapere delle indagini a suo carico, di influenzare la nomina del prossimo procuratore capo di Perugia, la cui procura ha competenza sulle indagini che riguardano i magistrati romani, quindi anche lo stesso Palamara. Spostandoci a Roma, il magistrato voleva anche scegliere il successore del procuratore capo Giuseppe Pignatone. Risulta che a voler ridimensionare il peso dei pubblici ministeri fossero anche Luca Lotti e Cosimo Ferri, deputati del PD. Questo modus operandi coinvolgerebbe anche Corrado Artoni e Paolo Criscuoli (autosospesi) e Luigi Spina, Gianluca Morlini e Antonio Lepre (consiglieri del CSM dimissionari). Dunque, cinque dei sei membri del CSM provenienti dalla magistratura si sono dimessi o autosospesi e questo dimostra la grande portata della suddetta vicenda.

La posizione del Quirinale

Dal Quirinale non risulta siano giunti particolari commenti, almeno per il momento, tant’è che, soprattutto dal mondo politico, sono state indirizzate delle critiche al presidente Mattarella in quanto egli è anche presidente del CSM e il fatto che non abbia espresso una propria opinione ha suscitato sgomento. Il presidente Mattarella si è limitato a indire le elezioni per sostituire i membri del Consiglio che si sono dimessi o autosospesi.

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