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Scuole della Polizia di Stato, scarseggiano uomini, mezzi e divise

Non solo carenza di mezzi e uomini. La Polizia di Stato è sempre più sofferente. L’ennesima denuncia dello stato attuale delle cose riguarda la distribuzione delle uniformi per dotare gli allievi agenti delle scuole che sarebbero insufficienti. In tutta Italia sono cinque gli istituti che formano i nuovi poliziotti: Alessandria, Brescia, Vibo Valentia, Pescara e Spoleto. E proprio in quest’ultima al momento si contano 360 allievi del 202° corso partito un mese fa e 111 allievi del 200° che si concluderà ad ottobre.
A denunciare la situazione è il Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) attraverso Giuseppe Crupi, dirigente nazionale e segretario regionale del Siap Umbria. «Questo è il risultato dei tagli lineari subiti negli ultimi dieci anni – chiosa Crupi – che hanno sensibilmente ridotto i capitoli di spesa destinati all’accasermamento. E di conseguenza potrebbe essere frutto di una discutibile pianificazione e programmazione dei fondi attributi al capitolo di spesa». E proprio per questo motivo il Siap ha inviato una missiva al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, in cui sottolinea: «Facendo riferimento alle continue segnalazioni provenienti dalle varie strutture provinciali del sindacato, localizzate in prossimità dei rispettivi istituti d’istruzione presso i quali si stanno svolgendo i corsi di formazione per allievi agenti della polizia di Stato, è doveroso rappresentare tutta una serie di problematiche ingenerate dalla carente fornitura dei capi di vestiario e accessori da assegnare agli stessi, nonché la totale assenza dei capi in molti casi». In alcune scuole, i corsisti hanno deciso addirittura di acquistare le uniformi a proprie spese. Cosa che non si è verificata nella città del Festival dei due mondi, ma che registra lo stesso qualche difficoltà.

Sulla situazione particolare a Spoleto interviene anche il segretario provinciale del Siap di Perugia, Giacomo Massari, in particolare per denunciare come nella scuola umbra ci sia stata una sotto fornitura di magliette. Una sola di colore celeste ad ogni allievo del 200°, necessaria per l’intero periodo estivo, ovvero fino alla fine di settembre. Poi scatta l’ordine per presentarsi in abbigliamento invernale e si spera che per allora si sia provveduto a distribuire le uniformi necessarie. Problemi riscontrati anche per gli anfibi che spesso si rompono e le suole si staccano e mancano i ricambi. Gli allievi del corso 202°, che invece si concluderà a febbraio 2019, sono costretti a frequentare la scuola in borghese. Il vestiario non è stato distribuito, perché non abbastanza sufficiente per tutti, e, per il momento, non ci sono grossi problemi, proprio perché a inizio corso. Ma nel momento in cui si passerà alla fase pratica, allora sì, potrebbero esserci difficoltà per la mancata consegna dell’attrezzatura necessaria: cinturoni, fondine e ‘buffetterie’, a scapito dell’addestramento al tiro e delle tecniche operative. «I pantaloni e gli anfibi non sono stati distribuiti – evidenzia ancora Massari – in quanto insufficienti e con misure ‘oversize’ rispetto alle caratteristiche fisiognomiche degli allievi». «Stante le ricadute negative, sia sul piano della dignità personale e della formazione professionale, sia sull’immagine stessa della polizia di Stato, si chiede un celere e risoluto da parte del Ministero dell’interno».

Twitter @Ros812007

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