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Si scrive “privacy” e si legge dignità della persona

La tecnologia al servizio dell’uomo: è la prima frase che ho apprezzato e memorizzato quando ho iniziato a studiare il contenuto del Regolamento europeo 679/16. Sono passati solo 2 anni e stento a credere che nel giro di poco più di un mese siamo stati trasformati ex lege in “forzati del digitale”.

E’ certo che (tutta) la realtà di questi giorni va oltre ogni immaginazione.

Con il Gdpr 679/16 abbiamo iniziato ad occuparci di data protection. Un diritto di libertà che oggi cede il passo di fronte alla necessità della tutela della salute; un diritto di libertà che può essere contenuto così come la libertà di movimento, ma non può essere cancellato così come il diritto alla vita.

La tecnologia al servizio dell’uomo: in ogni settore.

La giustizia fa buon viso a cattiva sorte preparando il vademecum per lo svolgimento delle udienze da remoto basato sul protocollo Csm-Cnf.

La scuola continua, con la didattica a distanza, dove la scelta di piattaforme rimane il punto dolente. Sì, perché esiste davvero “Il prezzo del servizio gratis”. Meno male che almeno sono arrivate “Le istruzioni per l’uso” contenute nel provvedimento n. 64 del 26 marzo 2020 del Garante privacy (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9302778)

Per gestire la quotidianità abbiamo iniziato a fare “shopping on line” persino nel mini market sotto casa.

Abbiamo smesso di andare dal medico di famiglia e finalmente è operativa la ricetta elettronica senza promemoria cartaceo.

Tutti noi trasformati in smart worker, ma lavorare a casa non è per niente “agile” e talvolta non è proprio possibile.

Ogni tipo di device viene trasformato in un mezzo di sopravvivenza in questo stato di isolamento dove la parola d’ordine è #iorestoacasa, però #non mi fermo.

La connessione e lo schermo sono essenziali per il #restiamouniti, serve per tranquillizzarci, salutarci e persino per dire addio.

Restiamo a casa guardando nei telegiornali immagini incredibili, mentre viviamo in modo virtuale postando in ogni social media foto, video dirette live, concerti, appelli, testimonianze e flash mob. Seguiamo webinar e ci diamo appuntamento per l’aperiweb.

Siamo vulnerabili e facili vittime non solo dei “truffatori” che si sono specializzati in nuove forme di inganni, ma anche delle fake news contro le quali è stata appena istituita una task force.

La tecnologia al servizio dell’uomo: adesso sta a noi usare consapevolezza.

Il Comitato Europeo per la protezione dei dati ha adottato la seguente dichiarazione: Governi e organismi pubblici e privati di tutta Europa stanno adottando misure per contenere e attenuare il Covid19. Ciò può comportare il trattamento di diverse tipologie di dati personali. Le norme in materia di protezione dei dati (come il regolamento generale sulla protezione dei dati) non ostacolano l’adozione di misure per il contrasto della pandemia di Coronavirus” (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9295504).

Fanno da contraltare le parole dell’avvocato Nicola Fabiano, presidente dell’Autorità Garante di San Marino che precisano che “La pandemia non ha sospeso o annullato i principi e le norme vigenti in materia di protezione dei dati personali” https://www.nicfab.it/coronavirus-app-privacy-valido-lapproccio-giuridico-del-gdpr/.

Il presidente del collegio dell’Autorità garante Antonello Soro tiene saldamente fermo il timone in questa tempesta che sta mettendo in pericolo tutti i diritti fondamentali della persona.

L’ultimo comunicato stampa porta questo titolo “Garante privacy, su social e media troppi dettagli sui malati”: Il Garante per la protezione dei dati personali sta ricevendo segnalazioni e reclami con i quali viene lamentata, da parte dei famigliari, la diffusione sui social e sugli organi di stampa, anche on line, di dati personali eccessivi (nome, cognome, indirizzo di casa, dettagli clinici) riguardanti persone risultate positive al Covid 19” (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9303613).

Non è vero che la privacy è il lusso che non possiamo permetterci in questo tempo difficile, perché essa consente tutto ciò che è ragionevole, opportuno e consigliabile fare per sconfiggere il coronavirus. La chiave è nella proporzionalità, lungimiranza e ragionevolezza dell’intervento. Oltre che nella sua temporaneità“. Sono queste le parole del Garante Privacy a proposito del “Tracciamento contagi coronavirus, ecco i criteri da seguire”.

In definitiva, si scrive “privacy” e si legge dignità della persona”: riguarda noi, tutti noi perché “I dati siamo noi”.

Non so se eravamo pronti a fare questo salto dove la tecnologia ci fa sentire catapultati verso il futuro, però, so che è questo il momento il cui dobbiamo avere consapevolezza del valore dei nostri dati personali.

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