La vicinanza di familiari appartenenti ad altre culture mi ha permesso di conoscere e vivere alcuni episodi che, se da un lato mi hanno fatto sorridere per il loro lato comico, dall’altro mi hanno fatto arrabbiare per quanto dimostrano sulle persone che li hanno agiti, in un primo momento per la dimostrazione di razzismo, poi ripensandoci perché dimostrano qualcosa di peggio del razzismo, dimostrano il pregiudizio, pregiudizio che significa vedere il mondo attraverso un vetro offuscato che ha già scritte le sue immagini per cui non si vede la realtà per come è, ma per come appare dietro quel vetro, con le immagini già inserite che confondono quanto avviene di là dal vetro. Preciso che qui non si parla di visione soggettiva, che pure gli è affine, ma di vero e proprio pregiudizio, ovvero di avere una realtà già disegnata che copre quella reale.

Devo anche dire che in tutti i casi di visione del mondo attraverso un pregiudizio è la persona che lo ha e lo agisce che ci rimette, perché perde pezzi di realtà che possono anche essere piacevoli o utili.

Mio marito è di pelle nera, ma lavora come idraulico da dieci anni in Italia in una ditta grande, veste normalmente abiti e cappello con il logo della ditta e i mezzi usati per gli spostamenti hanno pure il logo della ditta.

Un giorno in orario straordinario mio marito viene mandato da una signora anziana che aveva la caldaia bloccata ed era al freddo con la previsione di passare la notte al freddo. Mio marito suona il campanello e dice di essere l’idraulico e la signora prima di aprire apre la finestra e controlla. Appena lo vede inizia a dire che non vuole comprare nulla, che lei non apre ai “vu comprà”. Bene nonostante che mio marito le facesse vedere che aveva una cassetta degli attrezzi da idraulico, il logo della ditta sui vestiti e sulla vettura, nonostante il suo capo telefonasse alla signora dicendo di farlo entrare la signora imperterrita ha ripetuto per mezz’ora che lei non comprava nulla e non voleva i “vu cumprà”. Dopo mezz’ora mio marito se ne è andato e la signora ha passato la notte al freddo perché nessun altro era libero in ditta e, soprattutto, nessun altro era bravo come mio marito…

È questo non è l’unico episodio del genere.

Questo episodio appare paradossale, ma dimostra come i pregiudizi cancellino la realtà al punto che non si scalzano neanche con prove evidenti come in questo caso.

Mi è capitato spesso di sentire commenti o addirittura vedere impostare fatti sulla base di pregiudizi come quando mi sono sentita dire: “abbiamo visto un extracomunitario uscire dalla stazione” ed io “lo conoscevate?”, risposta “no”, ed io “ma come fate a dire che era extracomunitario allora?” Risposta “era nero”, dando per scontato che italiani o comunitari dalla pelle nera non esistano, con buona pace di Ballotelli, mio marito e tanti altri…

Altro pregiudizio comune riguarda la religione: tutti sono preoccupati di cosa cucinare se invitano mio marito, che essendo africano non dovrebbe mangiare maiale, presupponendo che sia musulmano. Lui invece è cattolico e mangia di tutto, ma spiegarlo non è semplice. Come non è semplice spiegare che sono io, bianca e italiana, la non cattolica…

Il pregiudizio impedisce di vedere la realtà, impedisce la conoscenza e limita la vita, oltre ad offendere l’esistenza altrui. Ha origini nella ignoranza intesa come mancanza di cultura, ma anche nella paura di vedere ciò che è diverso da se stessi, ciò che effettivamente è e non ciò che pensiamo che sia. Ignoranza e paura possono creare gravi danni, per questo diventa importante fare cultura.

Pubblicato da Jacqueline Magi

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