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Svizzera, Germania, banche e la spy story fiscale infinita

Il 27 maggio 2015 L’UE e la Svizzera hanno firmato un accordo che darà in futuro un duro colpo agli evasori fiscali. L’accordo, firmato dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici e il segretario di Stato per affari internazionali svizzero Jacques de Watteville, prevede lo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali di tutti gli Stati interessati a partire dal 2018. Nonostante questo accordo, non si ferma la spy story che sta interessando Germania e Svizzera. La spy story, iniziata nel 2010, riguarda l’acquisizione illegale di CDs,da parte delle autorità tedesche, che contengono i nomi di centinaia di evasori tedeschi con conti correnti segreti svizzera. Una spy story che negli ultimi mesi si è arricchita di nuovi capitoli.

Tutto inizia nel 2010 quando lo Stato più popolato della Germania, la Renania settentrionale, inizia a pagare milioni di euro degli informatori all’interno delle banche svizzere per acquisire informazioni riguardo i conti correnti svizzeri dei cittadini tedeschi. Il tutto viene fatto per provare a recuperare i milioni di euro nascosti dagli evasori fiscali. Secondo la BBC le autorità tedesche hanno comprato da informatori svizzeri 11 CDs che hanno portato alla luce 120.000 cittadini tedeschi con un conto corrente segreto svizzero. CDs che secondo Walter-Borjans, ministro delle finanze della Renaria Settentrionale, hanno portato a recuparare 18 milioni di euro.

La spy story nell’ultimi mesi si è arricchita di nuovi particolari. Il 28 aprile 2017 un certo Daniel M viene arrestato dalle autorità tedesche. L’accusa che gli viene mossa è quella di aver spiato gli amministratori fiscali tedeschi per scoprire i nomi di chi aveva acquistato illegalmente i CDs che contenevano i nomi dei cittadini tedeschi con conti correnti svizzeri . Le autorità tedesche insinuano che l’uomo arrestato – un ex specialista della sicurezza della banca UBS – sia stato assunto dall’intelligence svizzera per distruggere la distribuzione dei data bancari. Il 7 maggio queste insinuazioni sono state in parte confermate dal ministro della difesa svizzero Guy Parmelin che ha confermato che Daniel M. ha lavorato per l’intelligence svizzera. Inoltre secondo i media tedeschi l’arrestato era in contatto con i servizi segreti svizzeri e che loro lo abbiano pagato 90.000 euro per il suo lavoro.

L’azione di spionaggio svizzero ha generato un’ondata di malcontento e di rabbia tra i politici tedeschi. Il leader del partito socialista tedesco Martin Schulz, parlando alla televisione svizzera SFR ha detto che se fosse vero che la FIS (l’intelligence svizzera) ha spiato l’amministrazione finanziaria del Renaria settentrionale sarebbe uno scandalo che «mostra che bisogna continuare a combattere contro l’evasione fiscale» aggiungendo che «il governo svizzero dovrà rispondere ad alcune domande cioè se hanno piazzato realmente una spia dentro l’amministrazione fiscale e per quale motivo». Il governo svizzero attraverso il portavoce del governo svizzero Andre Simonazzi ha detto che la polizia federale nel 2011 ha chiesto aiuto al FIS per un investigazione riguardo alcuni CDs rubati dalla Germania. Inoltre il direttore dell’intelligence ha difeso il proprio lavoro affermando che «quando qualcuno in Svizzera usa metodi illegali per rubare segreti di stato o segreti bancari, è spionaggio, e abbiamo il compito di combatterlo».

Nel frattempo, però, si può affermare che la situazione tra i due paesi rimane buona e stabile come confermato dal portavoce del governo svizzero che ha aggiunto che la situazione è differente rispetto al 2011 quando la Germania accusava la Svizzera di difendere gli evasori fiscali. Inoltre l’accordo firmato tra UE e Svizzera riguardo lo scambio di informazioni tra amministrazioni fiscali porterà a migliorare e a stabilizzare sempre di più i rapporti tra le due nazioni.

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