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Truffe romantiche: tra foto rubate e false identità come agisce il truffatore per adescare le sue vittime

Le truffe romantiche si stanno diffondendo esponenzialmente nel web e sono commesse da criminali che con falsa identità agiscono in modo manipolatorio in una relazione di fiducia instaurata con l’intenzione di truffare la vittima. Lo scammer maschile si presenta affidabile, corretto e dichiara di essere alla ricerca di una partner seria ed affidabile per intraprendere un’amicizia, un matrimonio o una convivenza. Solitamente sono vedovi con figli, foto di profilo rubata in internet, di bella presenza, professionisti, militari in missione, ingegneri, residenti all’estero e con un buon livello di inglese o francese scritto. E nelle chat quotidiane sono in grado di far sentire le donne speciali, amate, consolandole dalle fatiche e tristezze quotidiane. Le scammer femminili, invece, dichiarano di essere di nazionalità russa o statunitense, si presentano come dottoresse, infermiere, insegnanti, soldatesse e hanno immagini rubate di donne attraenti e seducenti. Di questo fenomeno, in inglese ‘Romance scam’, la truffa romantica, ne abbiamo parlato con la psicologa Imma Tomay.

L’ultima frontiera dei raggiri online, sempre più frequenti, è la ‘Romance scam’. Il copione qual è?

«Arriva una richiesta di contatto o di amicizia su facebook o instagram da una persona con cui non si hanno amici in comune, che si dichiara vedovo/a o divorziato/a, con pochissime foto, generalmente insieme a un figlio. Inoltre, lo scammer si presenta come un militare in area operativa (o una soldatessa) e nel giro di pochissimo tempo si dichiara innamorato/a. Chiede di conversare via mail, whatsApp o skype e così iniziano le videochiamate, che sono camuffate con specifici software per non rivelare la propria identità, scrive messaggi appassionati, pieni di complimenti e frasi d’amore confezionate, mentre utilizza google translate. Un attento occhio noterebbe che tra gli amici seguiti e quelli appena aggiunti dal truffatore c’è una lista piuttosto lunga di donne (o di uomini se il truffatore si spaccia per donna) della stessa età e condizione di chi è stato contatto. Non c’è nessuna traccia di attività sulla sua pagina, né riferimenti ad episodi quotidiani o note biografiche. Questi elementi descrivono molto probabilmente che siamo in presenza di uno scammer».

Qual è il target delle vittime?

«Secondo l’Fbi i profili preferiti dai criminali sono le donne di mezza età o più anziane, divorziate o vedove. Ma ‘le vittime’ sono anche donne o uomini che hanno dai 35 ai 65 anni, che vengono contattate tramite i social con messaggi di interesse, ed appartengono a qualsiasi ceto sociale e grado d’istruzione. I truffatori sono degli adulatori che si presentano in modo elegante e galante, educato, protettivo, ultra romantico e parlano del desiderio di un progetto di vita insieme, dopo aver lamentato la propria solitudine da vedovanza. Con tecniche comunicative persuasive per suscitare comprensione, empatia ed interesse, raccontano storie individuali drammatiche, con l’obiettivo di ottenere la fiducia della vittima e raggiungere un rapporto molto confidenziale tramite telefono, whatsapp o email, accampando varie scuse per non mostrarsi in video o camuffandosi».

Dopo quanto tempo si fa la richiesta di denaro e quali sono le scuse utilizzate?

«Lo scammer può ‘corteggiare’ la propria vittima per settimane o mesi, fino a conquistarne la fiducia con una manipolazione psicologica che porta alla ‘dipendenza’. E qui scatta la truffa con la richiesta di denaro per raggiungere ‘l’amore della sua vita’, oppure per un’improvvisa malattia propria o di familiari, o per problemi con banche e carte di credito, o perché è stato derubato o addirittura per partecipare ad investimenti finanziari che assicurino un futuro insieme. Ovviamente chiede che i versamenti avvengano con modalità non tracciabile e le richieste di denaro possono continuare dopo i primi versamenti, minacciando anche il suicidio per indurre la vittima al pagamento. Per convincerla, inoltre, invia foto di documenti trafugati da altri profili di persone ignare o raggirate a loro volte, così arriva a versare anche centinaia di migliaia di euro esaurendo il patrimonio familiare, alcune si indebitano ricorrendo all’usura o al procacciamento indebito di denaro».

A livello mondiale questo business ha ormai raggiunto cifre di diverse centinaia di milioni di euro. Le nazioni più colpite dal fenomeno sono gli Usa, seguiti da Gran Bretagna, Giappone, Spagna e Germania. In Italia c’è più consapevolezza dei rischi che si corrono sul web?

«Le truffe romantiche sono il crimine online che produce la maggior quantità di perdite finanziarie per le vittime, centinaia di milioni di euro (Fbi 2018). La polizia di Stato ha riferito che in Italia nel 2018 sono state denunciate 3.355 con 39 arresti, 160.000 sono state le segnalazioni di truffe o tentate truffe, 22.687 gli spazi virtuali sequestrati (fonte: www.commissariatodips.it). Il trend è tragicamente in crescita per la diffusione dei social e per le peculiarità psicosociali di questo fenomeno criminale sottostimate per le scarse denunce».

Perché queste truffe sono nate con l’avvento dei social network?

«La diffusione dei social facilita il contatto con persone sconosciute ed estranee a qualsiasi necessità o bisogno (professionale, personale, relazionale). E il criminale può ingannare la vittima, costruendo una relazione di fiducia, che la porta ad inviare denaro, informazioni personali o finanziarie o oggetti di valore o nell’effettuare operazioni di riciclaggio del denaro che appartiene allo stesso criminale (Fbi 2018). Nelle relazioni a distanza, inoltre, si osserva maggiore disinibizione ed idealizzazione del potenziale partner. L’atemporalità e l’acorporeità delle relazioni a distanza abbatte le difese che mostriamo nei rapporti interpersonali reali. La capacità di ascolto e comprensione attuata dallo scammer in una comunicazione diversa e più veloce può soddisfare i nostri bisogni di relazionare i desideri intimi, anestetizzando momenti di vuoto e fragilità. E la manipolazione persuasiva dello scammer fa leva sulla vittima proprio attraverso questo meccanismo».

Perché le persone, anche di una certa cultura, cadono nella rete di queste truffe?

«Molte ricerche internazionali concordano sulle caratteristiche psicologiche delle vittime: ricerca di una relazione sociale romantica o amicale, scarsa percezione del rischio in internet, basso autocontrollo, noia, fragilità momentanea dovuta ad eventi luttuosi, stressanti o frustranti, o dopo una separazione. Queste relazioni sono caratterizzate dal rapporto di fiducia che agisce sia sugli aspetti cognitivi che emotivi e motivazionali all’interno della comunicazione tra vittima e criminale. La manipolazione persuasiva dello scammer fa leva sull’empatia, sulla reciprocità, compassione, fragilità, capace di oltrepassare le barriere di diffidenza: scrive frasi poetiche, fa promesse d’amore eterno e regali, fa sentire la sua presenza costante con telefonate. Ricorre a videochiamate utilizzando software per camuffarle e poi raggiunto un elevato grado d’intimità, come ho già detto, agisce portando avanti la sua truffa, riferendo di improvvisi ostacoli al loro incontro e chiedendo aiuti economici. E carpita la fiducia, possono avvenire anche scambi di foto osé da utilizzare come ricatto a scopo ritorsivo. L’amato/scammer potrebbe anche confessare la truffa e chiedere perdono per poi richiedere altro denaro con altre motivazioni. Sono tante le donne che pur scoprendo la vera identità del truffatore hanno proseguito nella ‘relazione’: molte affrontano anche viaggi per raggiungere l’amato nei paesi originari, come Nigeria, Ghana, Costa D’Avorio. E alcune di queste vittime giunte sul posto poi sono state violentate e sequestrate».

Cosa si può fare per evitare di finire nella rete di truffatori? E come riconoscere i segnali?

«Va attuato un piano di prevenzione attraverso una corretta informazione utilizzando gli stessi media e social, dove si trovano gruppi spontanei ed associazioni di vittime che pubblicano sistematicamente le foto false, dove condividere le proprie esperienze e trovare il supporto necessario che porti alla denuncia e ad informare altre potenziali vittime. E bisogna investire risorse per supporto psicologico, legale e finanziario alle vittime di questa tipologia di crimini per contenerne i costi da danni psicosociali derivanti».

Quanto è importante che anche la tv, attraverso trasmissioni di approfondimento o come la soap opera italiana Un posto al sole, ne parli?

«Si dovrebbe fare molta più diffusione mediatica di questo fenomeno, quindi ben venga che se ne parli anche in una soap opera. Occorre operare con una capillare sensibilizzazione ed informazione più mirata sulla tipologia di relazione che ha lo scopo di depredare finanziariamente la vittima, affinché le vittime denuncino alla polizia la truffa subita e per contrastare il fenomeno».

Dietro queste truffe spesso ci sono organizzazioni strutturate e specializzate, si riesce a recuperare quanto perduto e ad arrivare ai truffatori?

«I truffatori possono agire singolarmente o attraverso associazioni criminali. Nel recupero delle perdite economiche nelle truffe romantiche c’è la difficoltà di identificare i criminali operanti in paesi differenti da quelli della vittima, quindi fuori dalla portata legislativa. Si auspica un inasprimento delle pene per questi reati ed una maggiore cooperazione internazionale tra le forze di polizia per garantire giustizia. Per questo è importante diffondere una corretta e pervasiva informazione sulle caratteristiche di questo crimine».

Le vittime, scoperto l’inganno, come reagiscono e come si sentono?

«Provano vergogna e rabbia, hanno sensi di colpa, si sentono stupide, ingenue ed idiote e hanno timore di essere giudicate e per questo non denunciano. Oltre i danni da perdita finanziaria da estorsione, ci sono anche quelli economici indiretti e psicosociali, che portano alla depressione e addirittura al suicidio, oltre a quelli connessi alle famiglie delle vittime. Queste relazioni virtuali lasciano le vittime senza energie, provate e distrutte, oltre per il denaro estorto, per la disillusione di non aver incontrato fisicamente l’amore della propria vita. Inoltre, per paura del giudizio negativo non denunciano neanche ai propri familiari ed amici, non beneficiando del supporto sociale che ne deriverebbe. Risultano così ancor più depauperate delle risorse di supporto, che accresce il senso di sfiducia nei confronti del proprio futuro, con pessimismo e sentimento di impotenza. Ma è necessario testimoniare anche per fornire alle banche dati pubbliche on-line tutti gli elementi che possano smascherare truffe internazionali, stimare il fenomeno e definire strategie politiche e finanziare, di sicurezza informatica sempre più efficaci».

Quali sono i consigli?

«Osservare i messaggi ricevuti che spesso sono frasi fatte, messaggi generici e poco precisi alla richiesta di informazioni dettagliate. Controllare il profilo di chi chiede l’amicizia che solitamente hanno numeri esigui di amicizie e prevalentemente di sesso opposto. Notare l’assenza di notizie e dati personali, pochi post e in maggioranza foto familiari. Controllare le foto su google per capire se sono state prese dal web. Diffidare di interessi sentimentali dichiarati già nei primi messaggi e pieni di mieloso romanticismo. Chiedersi sempre perché una persona in una situazione di emergenza finanziaria o personale scelga di chiedere aiuto a qualcuno che è ancora sconosciuto, invece che ai propri amici, parenti o colleghi. Parlatene ai vostri amici e familiari. Ovviamente non inviate denaro, informazioni personali o foto private, né documenti o altri dati che possano essere utilizzati anche a scopo estorsivo».

Twitter @Ros812007

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