La selezione del personale addetto agli incarichi di alta sicurezza armata per le forze di polizia e di pronto intervento, ha molteplici aspetti e diverse variabili a seconda dei Paesi e delle squadre ove esso viene incorporato dopo l’addestramento.

La fotografia che accompagna l’articolo, pubblicata dall’Ansa, mostra un corpulento, alto e grosso operatore inglese di una squadra Swat (Special weapons and tactics), cioè un’unità mobile specializzata in combattimento urbano mediante uso di armi da fuoco e tattiche di ingaggio e gestione degli obiettivi.

Il concetto che sta alla base dell’istituzione di queste unità di polizia specializzata è quello di impiego rapido su intervento di emergenza nel quale sia prevedibile il ricorso all’uso delle armi da fuoco a scopo preventivo o repressivo o di contenimento a seconda della situazione in corso.

Negli USA queste squadre Swat sono diffuse e addestrate abbastanza massicciamente per ogni distretto di polizia in modo da poter coprire imprevisti operativi gravi. Stessa concezione la troviamo in diversi paesi anglofoni di derivazione militare USA o UK.

Si sale di livello operativo e di capacità personali degli operatori quando si passa ad esaminare i team di intervento dei Seal, delle Sas, della Delta Force che sono specializzati in ambito militare di anti-terrorismo globale.

A parere personale è un’ottima concezione della gestione della sicurezza che permette di coprire agevolmente sul territorio le casistiche gravi e in secondo livello le casistiche gravissime con impiego delle vere e proprie forze di elite.

In Italia abbiamo lungamente avuto una concezione diversa, non avendo in disponibilità delle squadre Swat locali (tranne qualche composizione specializzata delle unità investigative) si è puntato sui nuclei operativi di prevenzione crimine per poter intervenire nelle situazioni più a rischio, specialmente in quelle anti-terrorismo o di prevenzione ad atti criminali efferati (rapimenti, etc.).

Le nostre unità del Nocs, Gis, Comsubin, sono, alla pari della Raid francese , veramente efficaci e dotate dei più moderni mezzi di combattimento, di cui magari parleremo in un prossimo articolo. La prevenzione affidata alle unità centrali, però, per quanto esse siano di rapida convocazione e impiego , lascia qualche buco rispetto alla diffusione delle squadre Swat, atte a coprire più rapidamente dei livelli comunque elevati di emergenza.

La selezione attitudinale tra gli operatori delle squadre Swat e quelli delle unità di elite è praticamente identica, mentre molto diversa è quella fisica.

Se nelle squadre Swat nate per il combattimento urbano c’è spazio anche per uomini corpulenti, che possano essere anche efficaci nelle azioni corpo a corpo, quando necessarie, e in talune azioni di costrizione e di sfondamento , ciò è completamente discriminante nell’arruolamento delle squadre di elite. In queste ultime, infatti, il candidato deve avere un ottima condizione muscolare, ma un peso corporeo contenuto perché deve essere alta la sua attitudine alla corsa di resistenza e deve potersi ergere alla fune e alla pertica anche solo con l’uso delle braccia perché in taluni impieghi tattici è necessario poter essere più agili che potenti, l’addestramento e l’uso delle armi compensano un eventuale gap fisico contro un aggressore più massiccio.

Molto raramente lo scrivente ha visto in corpi di elite personale al di sopra dei 90/100 chilogrammi di peso corporeo, mentre invece ne ha visti molti oltre nelle squadre Swat anche dell’Europa dell’est, oltre che dei paesi anglofoni.

Certo di avere sufficientemente definito per il lettore la differenza di impiego della squadra Swat con le forze di elite, e la differenza di selezione del personale annesso, rimando i lettori al prossimo articolo operativo.

Pubblicato da Filippo Gigli

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