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Una legge contro l’omotransfobia: il ddl Zan-Scalfarotto, pro e contro

Orientamento sessuale e identità di genere sono temi quotidianamente dibattuti. Da anni, omosessuali e transessuali cercano di far valere i propri diritti con una partecipazione attiva, attraverso manifestazioni ed iniziative delle associazioni LGBT. Anche in Parlamento, si è spesso arrivati ad un passo dall’approvazione di una legge per la tutela dei diritti dei transgender, ma viste la complessità e la delicatezza del tema, assai spinoso, questi tentativi non sono andati in porto. Il ddl Zan-Scalfarotto ha voluto riprendere la legge Mancino che già prevede pene severe per coloro che compiono atti discriminatori di qualsiasi tipo e per coloro che istigano all’odio. Ciò che mancava, però, era proprio una legge specifica, che contenesse fattispecie di reati contro i transgender. Il ddl Zan-Scalfarotto mira a punire l’omotransfobia che diventa, così, un reato. Qualora la legge venga approvata, sarà punito con “la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Dall’altro lato, è ravvisabile la crescente preoccupazione all’interno del mondo cattolico, dal quale sono pervenute non poche critiche. Si teme che non ci si limiti alla tutela di certi diritti, ma si indottrinino anche i bambini, sin da piccoli. Si ritiene si tratti, paradossalmente, di una legge discriminatoria e liberticida, poiché, secondo i critici del disegno di legge, rischieranno il carcere anche coloro che sono contrari all’indottrinamento.

In attesa della conclusione dell’iter legislativo ci si chiede, quindi, se dietro l’approvazione della legge ci sia un disegno che miri ad andare oltre la tutela dei diritti dei transgender, o ci si voglia davvero limitare a prevenire e contrastare la violenza e la discriminazione per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Nel frattempo, esponenti del mondo cattolico sono scesi in piazza per manifestare la propria contrarietà al nuovo disegno di legge, fermamente convinti del suo carattere liberticida.

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