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Un’Italia unita per fermare il Covid-19

Dal 10 marzo del 2020, l’intera penisola italiana è stata dichiarata zona protetta. La decisione, presa dal Governo, è volta a contenere e gestire l’emergenza epidemiologica causata dal rapido diffondersi del Covid-19. Con il DPCM del 9 marzo del 2020, entrato in vigore il 10 marzo, si sono adottate misure drastiche e, ormai, nessuno può voltarsi dall’altra parte. Si tratta di un’epidemia che è stata dichiarata, dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità, un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Ma quali sono le “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”?

Le misure urgenti di contenimento sono contenute nell’articolo 1 del decreto. Al fine di contrastare il virus, le misure di cui all’articolo 1 del DPCM dell’8 marzo del 2020 sono estese all’intero territorio nazionale. Territorio nazionale sul quale, inoltre, è espressamente vietata “ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”.

Gli spostamenti sul territorio nazionale sono consentiti, eccezionalmente, per ragioni sanitarie, per particolari necessità e per motivi lavorativi.

Attenzione a non fare i furbetti! L’osservanza di queste disposizioni è garantita dalle forze dell’ordine che effettuano controlli. Chi non osserva tali regole, rischia – ai sensi dell’articolo 650 del codice penale – l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro e – ai sensi dell’articolo 452 del codice penale – la reclusione da 1 a 12 anni. Inoltre, chi effettua spostamenti deve, in ogni caso, dichiarare (autocertificando) il motivo per cui lo spostamento avviene.

Per quanto riguarda merci e generi alimentari, circolano liberamente. Tra l’altro, il Presidente del Consiglio ha garantito che i negozi che vendono generi alimentari saranno sistematicamente e adeguatamente riforniti.

Per quanto riguarda scuole e atenei, vi è una proroga della sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile del 2020. Pertanto, gli uffici pubblici restano aperti, salvo specifiche disposizioni di natura organizzativa volte a contenere la presenza di tutto il personale amministrativo e tecnico al fine di ridurre al minimo il rischio del contagio. Spetta, pertanto, alle singole amministrazioni, ricorrere a forme di lavoro agile o cosiddetto smart working come prescritto dalle istruzioni operative diramate dall’amministrazione centrale di appartenenza. Ad esempio, si può decidere di limitare i giorni di apertura degli uffici; oppure si possono stabilire turnazioni del personale, che permettano ai dipendenti di effettuare una rotazione o di svolgere il lavoro da casa.

Stop a tutte le attività sportive, alle attività di palestre, centri sportivi, piscine e centri benessere. Sono sospese anche tutte le manifestazioni e le cerimonie. I luoghi di culto restano accessibili, ma tutte le celebrazioni sono sospese. Si predispone, inoltre, la chiusura di cinema, teatri, musei, discoteche, pub, mercati (solo nel weekend) e centri commerciali (solo nel weekend). Bar e ristoranti possono restare aperti, ma solamente dalle 6 alle 18, purché vengano rispettate le distanze di sicurezza. In caso di violazione, è disposta la sospensione dell’attività. Restano aperti i negozi e, naturalmente, farmacie e parafarmacie. Possono continuare la propria attività anche estetisti, parrucchieri e fisioterapisti, in forma individuale e con uso di guanti e mascherina. Infine, sono sospesi anche tutti gli esami (compresi quelli per la patente) e i concorsi.

In ogni caso, è fondamentale limitare il più possibile gli spostamenti e rispettare le norme sulla distanza minima di sicurezza.

I dati di oggi (11 marzo)

I dati, forniti dalla Protezione Civile, ci mostrano ancora un aumento del numero di contagi (10590). Tuttavia, la Protezione Civile ha precisato che questo incremento è dovuto al fatto che i dati forniti ieri erano parziali e c’erano persone – già in isolamento – in attesa del risultato del tampone. Le persone in terapia intensiva sono 1028, i guariti sono 1045 e i decessi registrati sono 196 in più rispetto all’ultimo dato fornito.

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