Si è tenuto nella mia città, Montecatini Terme, il 14 novembre scorso, un interessante convegno promosso da Assuba, associazione utenti bancari di Pistoia in collaborazione con Assoctu di Roma, sul tema dell’usura e dell’anatocismo bancario. Il convegno ha visto la partecipazione di professori del livello di Roberto Marcelli e Antonio Annibali, di magistrati e commercialisti, che hanno discusso un fenomeno su cui l’attenzione è posata in modo particolare: l’usura bancaria e l’anatocismo.

Sono temi di incredibile attualità, come la violenza sulla donna: dopo che per anni non se ne poteva parlare ora fioriscono i convegni e le inchieste. Marcelli ed Annibali sono i principali studiosi delle formule matematiche per appurare la presenza di usura nei mutui, nei conti correnti, nei prestiti bancari. La loro competenza è indiscussa in campo nazionale. Loro hanno portato formule univoche per il calcolo degli interessi passivi che le banche pongono su conti, mutui e ogni tipo di prestito. Sostanzialmente quanto alcuni antesignani, come Salvatore Germinara di Pistoia, si sono resi conto che a fronte dei limiti posti dalla legge che stabilisce il quantum degli interessi ed il divieto di anatocismo, ossia di far valere nuovi interessi su quelli già maturati, le banche agivano in modo differente, ponendo interessi superiore ai limiti di legge e calcolando sempre nuovi interessi sugli interessi, praticando cioè l’anatocismo. Questa realtà non è stata accettata per molti anni, con un ritardo che ha causato non pochi problemi alle imprese. Spesso, infatti, imprese che sarebbero state in realtà in attivo, risultavano in passivo a causa proprio del carico degli interessi posto dalle banche. Se i loro conti fossero stati ricalcolati sulla base dell’interesse legale e senza anatocismo sarebbero stati in attivo. Così l’economia monetaria ha schiacciato l’economia reale. Non solo, ma spesso, tramite le fideiussioni fatte firmare per le concessioni di prestiti e mutui, le banche hanno agito in modo da incamerare immobili, creando così vere e proprie immobiliari. Nella mia prima indagine sull’usura bancaria, la banca aveva concesso ad un artigiano un mutuo dietro firma di una fideiussione garantita da un immobile. Al momento in cui la banca ha voluto ha chiesto l’immediato rientro facendo valere la fideiussione. Il risultato è stato che la banca ha incamerato l’immobile e l’artigiano ha chiuso la ditta. In tal caso vi era anche usura negli interessi passivi applicati al mutuo e questo ha permesso di tenere in rosso i conti dell’artigiano e, quindi, di agire la fideiussione per ottenere l’immobile. L’imputazione fu per usura e truffa con l’usura come artifizio della truffa. Era il 2004. Fu il primo capo di imputazione del genere.

Occorre tenere conto che per accertare se vi è usura da parte di una banca vanno fatti dei calcoli di matematica finanziaria che il professor Annibali ha chiarito ponendo fine al l’incertezza che serpeggiava fra i diversi consulenti. In effetti la scelta del consulente è fondamentale ed un consulente capace e affidabile diventa fondamentale per una decisione corretta. Negli anni ho visto consulenze dare alle stesso caso risultati non solo diversi, ma diversissimi, segno che una delle due o entrambe le consulenze erano errate nei calcoli. Per questo l’opera di Annibali diventa fondamentale per uniformare i modi di calcolo e dare credibilità alle consulenze.

Pubblicato da Jacqueline Magi

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